Mercoledì 30 Novembre 2011 00:00
Il prossimo appuntamento con "Arte nel Carrello", l'iniziativa che porta l'arte al supermercato, ci presenterà la produzione artistica dell'Architetto Roberto Giannotti.
Savonese, giornalista, responsabile dell'Ufficio Stampa del Comune di Savona, riesce a coniugare il suo lavoro con una profonda passione per l'arte ceramica e per il suo territorio.
Grandi piatti ceramici, lavorati a ingobbio e graffito, le pignatte savonesi reinterpretate in modo personale, ma resistenti come un tempo.
Lo abbiamo intervistato a poca distanza dalla sua partecipazione alla Biennale di Venezia dove ha portato la peculiarità dell'arte savonese fra le eccellenze internazionali.
Roberto Giannotti visto da Nino Mascardi
- Ci racconta la sua esperienza alla Biennale di Venezia?
Non posso negare l'incredulità quando la curatrice Giorgia Cassini che collabora con Vittorio Sgarbi in questa Biennale mi ha esteso l'invito a partecipare. Come è noto, anche fra molte polemiche, quest'anno Sgarbi ha spalmato la Biennale di Venezia in sedi al di fuori della Laguna, dando voce alle aree e alle città culturalmente più rilevanti, da Parma a Genova, da Milano a Torino.
Io ho partecipato proprio al Padiglione Italia tenutosi in Galleria Vittorio Emanuele a Milano nella prestigiosa Sala del Re alcune settimane fa, tra l'altro in compagnia di circa un'ottantina di artisti di assoluta rilevanza, a partire da Dario Fo con una serie di oli su tela di grande espressività.
Bellissima l'atmosfera: all'inaugurazione prima l'ingresso è stato consentito solo agli artisti, per conocersi, confrontarsi. Artisti giovani, e meno giovani, personaggi particolari come la Faranda, Fo e Ballantini, ma tutti con elementi di novità, di particolarità, nei materiali e nelle forme espressive, fuori da ogni steccato, da scuderie di critici o gallerie.
Davvero si respirava un'aria di grande libertà in tutti i sensi, un'atmosfera di festa oserei dire. Mi ha colpito molto, ci siamo sentiti partecipi di un momento particolare, in cui senti che qualcosa sta accadendo e magari può cambiare il corso degli eventi. Ero in compagnia di un altro savonese, l'artista ed amico Gian Genta. Anche lui invitato alla Biennale, con il quale abbiamo condiviso questa grande gioia, tra l'altro con una piacevole bicchierata offerta agli amici al Bar del Brandale prima della partenza per Milano. Tutte le scelte sono soggettive, si capisce e ne siamo consci. Però una cosa è certa ed è oggettiva: sia io che Genta, nella nostra attività artistica, siamo autentici, con tutti i difetti e i pregi nostri. E oggi, nel mondo dell'arte come nel lavoro e in generale nella vita, è una caratteristica sempre più rara.
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| I Paguru al Salone del Re - Biennale di Venezia |
L'autenticità e i caratteri di verità li cerchiamo ovunque..persino nei cibi..Alla fine credo sia stato apprezzato questo, insieme al profondissimo legame al territorio che mi contraddistingue da sempre e ad una creatività a 360 gradi che ho portato avanti in questi anni, senza grande clamore e senza mai chiedere nulla a nessuno, ma con esperienze progettuali ed espositive nazionali ed internazionali: sono davvero grato alla curatrice Giorgia Cassini che lavorando in piena autonomia nelle sue scelte ci ha dato voce in un consesso così elevato e così giovane dal punto di vista dell'apertura mentale.
- Quali opere ha portato ad "Arte nel Carrello" e che cosa si aspetta da questa esperienza?
Ho portato la mia produzione più recente, frutto dell'impegno di questa estate in alcune delle più interessanti fornaci albisolesi, come la San Giorgio, Marco Tortarolo, lo Studio Off Gallery, la Casa Fabbrica Museo G.Mazzotti 1903.
Ci sono grandi piatti ceramici e vasi dalle fogge particolari totalmente ideate da me, e che ho lavorato ad ingobbio e graffito, un'antica tecnica ceramica dove non è ammesso errore, e con la quale lavoro attraverso una gestualità rapida e sicura. I colori sono caldi, vivaci, c'è davvero tutto il mio mondo e in particolare i miei "PaGuru": si tratta di soggetti marini legati al nostro mare e all'infanzia, ed in particolare di paguri, i simpatici piccoli crostacei che vivono a ridosso della spiaggia e che ho preso come animaletto simbolo per la sua semplicità.
Ci sono anche delle "pignatte", le classiche pignatte savonesi che ho ripreso credo dopo quasi un secolo reintepretandole..sono fatte a mano, in terra da pignatte e sono dedicate alle Fornaci dove una volta venivano prodotte insieme ai mattoni. Si possono usare, sono delicate o resistenti proprio come quelle di un tempo, che si usavano si rompevano e si ricompravano...Certamente un piatto cucinato lì dentro, ha un sapore irripetibile.
"Arte nel Carello" E' una esperienza interessante e assolutamente meritoria, ringrazio dunque Dario Vulpetti responsabile della Conad di Savona dove sono esposte le mie opere e l'artista Laura Macchia che coordina l'iniziativa.
E' interessante e meritoria perchè porta l'arte nel luogo della quotidianità e della spesa, in qualche modo della vita vera, quella di tutti i giorni, annullando le distanze tra le persone e l'arte.
Non tutti frequentano musei, gallerie, istituzioni. Lo stesso Dario apprezzava il fatto che queste opere, fino a poche settimane fa esposte nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano sotto l'egida della Biennale di Venezia ora sono lì in questa sede a disposizione di tutti.
Per me è davvero il senso più profondo dell'arte, comunicare con la gente. Non ho mai sopportato l'arte per pochi eletti, le parole astruse di gran parte della critica, e tanto meno le torri d'avorio dove vivono molti intellettuali che si esercitano nella pratica del mugugno e della lamentela verso tutto e verso tutti.
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| Paguru |
- Come coniuga l'artigianalità della lavorazione della ceramica con il mercato dell'arte contemporanea internazionale?
Questa è una bella domanda..sto scoprendo il mercato man mano che le mie opere raggiungono scenari sempre più ampi e in un certo senso è un cammino che ho intrapreso da poco. Diciamo che al momento il mio mercato è costituito da un ristretto numero che si sta ampliando di appassionati e collezionisti di alto profilo, non solo savonesi, che sono entrati in contatto con me attraverso le mie mostre.
E' un dialogo diretto senza mediazioni, molto personale ed emozionale, basato su una stima reciproca e una comune passione per l'arte. Da un punto di vista del mercato sotto gli aspetti più squisitamente commerciali credo, molto serenamente, che chi ha preso una mia opera o la prenderà in un prossimo futuro, sta usufruendo di quotazioni molto ragionevoli, determinate dal fatto che proprio per quanto ho detto prima ho intrapreso questo percorso come pura espressione artistica, non condizionata da nessuna entità, galleria o altro.
Ma non è detto che non lo farò prossimamente, anzi trovare un gallerista serio o un art promoter in grado di promuovere il mio lavoro anche da un punto di vista commerciale sempre nella correttezza e nella serietà è uno dei miei prossimi obiettivi. Non ho neanche un vero e proprio catalogo o un sito internet degno di questo nome..insomma chi vuole proporsi...è ben accetto!
Certamente in alcuni ambienti la ceramica è vista purtroppo come un qualcosa di artigianale, ma è un limite mentale sempre meno frequente e comunque assurdo, visto che oggi nel mondo dell'arte si utilizza qualsiasi tipo di materiale.
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| Pesci Luna |
- Quali progetti per il suo futuro di designer e artista?
Molto semplice. Credo che porterò avanti la mia ricerca nella direzione che ho intrapreso, cercando quanto più possibile di portare al di fuori di Savona e Albisola la mia arte e il mio amore per questi luoghi, sempre combinandolo con il mio lavoro con la "L" maiuscola all'interno del Comune di Savona nello Staff del Sindaco, dove ho la responsabilità dell'Ufficio Stampa.
E' un lavoro che svolgo con altrettanta passione, ci tengo a precisarlo, per gli stessi motivi: amo la mia città. Arrivi a un certo punto che senti dentro qualcosa da dire, e quando vedi che entri nel cuore delle persone, che sei riuscito a comunicare i tuoi sentimenti, una tua visione, una speranza di futuro, la passione civile per la città con la voglia perenne di migliorarla, cambiarla, farla sempre più bella, ti rendi conto che forse quello che stai facendo ha un senso non solo per il proprio ego artistico ma ha in sè dei valori condivisibili.
Ho sempre provato con naturalezza a perseguire questi obiettivi e lo farò sempre e ovunque, con l'entusiasmo di chi crede nella capacità dell'uomo di stupirsi ancora per qualcosa di bello e di saperne sorridere.