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roby_giannotti_visto_da_nino_mascardiIl prossimo appuntamento con "Arte nel Carrello", l'iniziativa che porta l'arte al supermercato, ci presenterà la produzione artistica dell'Architetto Roberto Giannotti.

Savonese, giornalista, responsabile dell'Ufficio Stampa del Comune di Savona, riesce a coniugare il suo lavoro con una profonda passione per l'arte ceramica e per il suo territorio.

Grandi piatti ceramici, lavorati a ingobbio e graffito, le pignatte savonesi reinterpretate in modo personale, ma resistenti come un tempo.

Lo abbiamo intervistato a poca distanza dalla sua partecipazione alla Biennale di Venezia dove  ha portato la peculiarità dell'arte savonese fra le eccellenze internazionali.

Roberto Giannotti visto da Nino Mascardi

- Ci racconta la sua esperienza alla Biennale di Venezia?


Non posso negare l'incredulità quando la curatrice Giorgia Cassini che collabora con Vittorio Sgarbi in questa Biennale mi ha esteso l'invito a partecipare. Come è noto, anche fra molte polemiche, quest'anno Sgarbi ha spalmato la Biennale di Venezia in sedi al di fuori della Laguna, dando voce alle aree e alle città culturalmente più rilevanti, da Parma a Genova, da Milano a Torino.

Io ho partecipato proprio al Padiglione Italia tenutosi in Galleria Vittorio Emanuele a Milano nella prestigiosa Sala del Re alcune settimane fa, tra l'altro in compagnia di circa un'ottantina di artisti di assoluta rilevanza, a partire da Dario Fo con una serie di oli su tela di grande espressività.

Bellissima l'atmosfera: all'inaugurazione prima l'ingresso è stato consentito solo agli artisti, per conocersi, confrontarsi. Artisti giovani, e meno giovani, personaggi particolari come la Faranda, Fo e Ballantini, ma tutti con elementi di novità, di particolarità, nei materiali e nelle forme espressive, fuori da ogni steccato, da scuderie di critici o gallerie.

Davvero si respirava un'aria di grande libertà in tutti i sensi, un'atmosfera di festa oserei dire. Mi ha colpito molto, ci siamo sentiti partecipi di un momento particolare, in cui senti che qualcosa sta accadendo e magari può cambiare il corso degli eventi. Ero in compagnia di un altro savonese, l'artista ed amico Gian Genta. Anche lui invitato alla Biennale, con il quale abbiamo condiviso questa grande gioia, tra l'altro con una piacevole bicchierata offerta agli amici al Bar del Brandale prima della partenza per Milano. Tutte le scelte sono soggettive, si capisce e ne siamo consci. Però una cosa è certa ed è oggettiva: sia io che Genta, nella nostra attività artistica, siamo autentici, con tutti i difetti e i pregi nostri. E oggi, nel mondo dell'arte come nel lavoro e in generale nella vita, è una caratteristica sempre più rara.

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I Paguru al Salone del Re - Biennale di Venezia

L'autenticità e i caratteri di verità li cerchiamo ovunque..persino nei cibi..Alla fine credo sia stato apprezzato questo, insieme al profondissimo legame al territorio che mi contraddistingue da sempre e ad una creatività a 360 gradi che ho portato avanti in questi anni, senza grande clamore e senza mai chiedere nulla a nessuno, ma con esperienze progettuali ed espositive nazionali ed internazionali: sono davvero grato alla curatrice Giorgia Cassini che lavorando in piena autonomia nelle sue scelte ci ha dato voce in un consesso così elevato e così giovane dal punto di vista dell'apertura mentale.

- Quali opere ha portato ad "Arte nel Carrello" e che cosa si aspetta da questa esperienza?

Ho portato la mia produzione più recente, frutto dell'impegno di questa estate in alcune delle più interessanti fornaci albisolesi, come la San Giorgio, Marco Tortarolo, lo Studio Off Gallery, la Casa Fabbrica Museo G.Mazzotti 1903.

Ci sono grandi piatti ceramici e vasi dalle fogge particolari totalmente ideate da me, e che ho lavorato ad ingobbio e graffito, un'antica tecnica ceramica dove non è ammesso errore, e con la quale lavoro attraverso una gestualità rapida e sicura. I colori sono caldi, vivaci, c'è davvero tutto il mio mondo e in particolare i miei "PaGuru": si tratta di soggetti marini legati al nostro mare e all'infanzia, ed in particolare di paguri, i simpatici piccoli crostacei che vivono a ridosso della spiaggia e che ho preso come animaletto simbolo per la sua semplicità.

Ci sono anche delle "pignatte", le classiche pignatte savonesi che ho ripreso credo dopo quasi un secolo reintepretandole..sono fatte a mano, in terra da pignatte e sono dedicate alle Fornaci dove una volta venivano prodotte insieme ai mattoni. Si possono usare, sono delicate o resistenti proprio come quelle di un tempo, che si usavano si rompevano e si ricompravano...Certamente un piatto cucinato lì dentro, ha un sapore irripetibile.

"Arte nel Carello" E' una esperienza interessante e assolutamente meritoria, ringrazio dunque Dario Vulpetti responsabile della Conad di Savona dove sono esposte le mie opere e l'artista Laura Macchia che coordina l'iniziativa.
E' interessante e meritoria perchè porta l'arte nel luogo della quotidianità e della spesa, in qualche modo della vita vera, quella di tutti i giorni, annullando le distanze tra le persone e l'arte.

Non tutti frequentano musei, gallerie, istituzioni. Lo stesso Dario apprezzava il fatto che queste opere, fino a poche settimane fa esposte nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano sotto l'egida della Biennale di Venezia ora sono lì in questa sede a disposizione di tutti.

Per me è davvero il senso più profondo dell'arte, comunicare con la gente. Non ho mai sopportato l'arte per pochi eletti, le parole astruse di gran parte della critica, e tanto meno le torri d'avorio dove vivono molti intellettuali che si esercitano nella pratica del mugugno e della lamentela verso tutto e verso tutti.

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Paguru

- Come coniuga l'artigianalità della lavorazione della ceramica con il mercato dell'arte contemporanea internazionale?

Questa è una bella domanda..sto scoprendo il mercato man mano che le mie opere raggiungono scenari sempre più ampi e in un certo senso è un cammino che ho intrapreso da poco. Diciamo che al momento il mio mercato è costituito da un ristretto numero che si sta ampliando di appassionati e collezionisti di alto profilo, non solo savonesi, che sono entrati in contatto con me attraverso le mie mostre.

E' un dialogo diretto senza mediazioni, molto personale ed emozionale, basato su una stima reciproca e una comune passione per l'arte. Da un punto di vista del mercato sotto gli aspetti più squisitamente commerciali credo, molto serenamente, che chi ha preso una mia opera o la prenderà in un prossimo futuro, sta usufruendo di quotazioni molto ragionevoli, determinate dal fatto che proprio per quanto ho detto prima ho intrapreso questo percorso come pura espressione artistica, non condizionata da nessuna entità, galleria o altro.

Ma non è detto che non lo farò prossimamente, anzi trovare un gallerista serio o un art promoter in grado di promuovere il mio lavoro anche da un punto di vista commerciale sempre nella correttezza e nella serietà è uno dei miei prossimi obiettivi. Non ho neanche un vero e proprio catalogo o un sito internet degno di questo nome..insomma chi vuole proporsi...è ben accetto!

Certamente in alcuni ambienti la ceramica è vista purtroppo come un qualcosa di artigianale, ma è un limite mentale sempre meno frequente e comunque assurdo, visto che oggi nel mondo dell'arte si utilizza qualsiasi tipo di materiale.

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Pesci Luna

- Quali progetti per il suo futuro di designer e artista?

Molto semplice. Credo che porterò avanti la mia ricerca nella direzione che ho intrapreso, cercando quanto più possibile di portare al di fuori di Savona e Albisola la mia arte e il mio amore per questi luoghi, sempre combinandolo con il mio lavoro con la "L" maiuscola all'interno del Comune di Savona nello Staff del Sindaco, dove ho la responsabilità dell'Ufficio Stampa.

E' un lavoro che svolgo con altrettanta passione, ci tengo a precisarlo, per gli stessi motivi: amo la mia città. Arrivi a un certo punto che senti dentro qualcosa da dire, e quando vedi che entri nel cuore delle persone, che sei riuscito a comunicare i tuoi sentimenti, una tua visione, una speranza di futuro, la passione civile per la città con la voglia perenne di migliorarla, cambiarla, farla sempre più bella, ti rendi conto che forse quello che stai facendo ha un senso non solo per il proprio ego artistico ma ha in sè dei valori condivisibili.

Ho sempre provato con naturalezza a perseguire questi obiettivi e lo farò sempre e ovunque, con l'entusiasmo di chi crede nella capacità dell'uomo di stupirsi ancora per qualcosa di bello e di saperne sorridere.

olio_oliva_extravergineChe l'olio extravergine di oliva faccia bene alla salute è ormai largamente noto. Le numerose ricerche scientifiche continuano però a mettere in luce diverse e specifiche proprietà protettive e preventive.

Uno degli ultimi studi in questo campo, infatti, indica l'olio extravergine d'oliva come un valido alleato nella prevenzione dell'ictus cerebrale, il consumo regolare ne ridurrebbe notevolmente il rischio.

La ricerca, diretta dall'italiana Cecilia Samieri, è dell'Università francese di Bordeaux. I volontari protagonisti dello studio sono stati divisi in tre categorie: chi non usava per nulla l'olio extravergine di oliva, chi lo usava solo come condimento e chi lo consumava spesso sia come condimento, sia come vero e proprio alimento.

Il risultato ha evidenziato che il rischio di ictus diminuiva del 41% nei partecipanti della categoria "moderata" e "intensa", cioè fra coloro che ne facevano un uso frequente e regolare.

Questa importante proprietà dell'extravergine dipende dal suo contenuto di acido oleico, che supera di gran lunga le quantità che è possibile trovare in altri tipi di olio.

Il consiglio, dunque, è quello di consumare olio extravergine di oliva quotidianamente e possibilmente anche crudo.

La Liguria, tra l'altro, vanta la certificazione DOP sull'Olio Extravergine di Oliva della Riviera Ligure, che si riconosce dal caratteristico colore giallo intenso tendente al verde, per il profumo lievemente fruttato, e dal gusto decisamente dolce, con qualche punta di piccante.

Per saperne di più sull'olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure potete visitare questa pagina.

(fonti: spesaduepuntozero.it - oliorivieraligure.it)

nuove etichette alimentari europaNuova vita per le etichette alimentari dei Paesi dell'Unione Europea. Lo scorso 22 novembre, infatti, è entrato in vigore un nuovo regolamento comunitario che sostituisce la vecchia regolamentazione, introdotta ben 32 anni fa con la direttiva l79/112/CEE.

Si tratta finalmente di una normativa completa e univoca, tradotta nelle 23 lingue dell'Unione, che dovrà essere recepita e applicata da tutti gli Stati membri entro i prossimi 3 anni. L'obiettivo della legge europea è quello di andare sempre più incontro al consumatore per tutelarne la salute alimentare, armonizzando le norme dei singoli paesi, mantenendo però libera la circolazione delle merci nell'UE.

Sono molte le novità introdotte dal regolamento, e non solo sul fronte del "cosa" dovranno obbligatoriamente indicare le etichette, ma anche sul "come" queste informazioni vengono riportate. Cerchiamo di sintetizzare le più importanti, quelle che cambiano realmente le cose per i consumatori, per chi fa la spesa tutti i giorni.

Le nuove etichette dovranno riportare:

una tabella nutrizionale con sette indicazioni fondamentali: valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale, indicati per 100g e 100 ml di prodotto e, notate bene, dovranno essere riportati in modo chiaro e nel medesimo campo visivo

l'indicazione d'origine: è obbligatorio indicare chiaramente in etichetta il Paese d'origine per la carne suina, ovina, caprina e per il pollame. Ulteriori restrizioni sull'indicazione di provenienza potranno essere applicate dai singoli Stati, come ad esempio per i prodotti IGP e DOP italiani.

Inoltre, l'informazione sulla provenienza diventa obbligatoria in tutti quei casi in cui la sua omissione potrebbe indurre in errore il consumatore.
E' questo il caso del cosiddetto fenomeno dell' italian sounding, per cui si danno nomi italiani a prodotti che in realtà provengono da altri Paesi.

le sostanze che possono dare allergie vanno opportunamente e obbligatoriamente segnalate negli ingredienti, con uno stile grafico adeguato, che "salti all'occhio" e nello stesso campo visivo della tabella nutrizionale e dell'indicazione di provenienza

la data di scadenza deve essere riportata anche sui singoli prodotti componenti di una confezione

la veste grafica delle etichette dovrà seguire precisi canoni, per renderle più visibili e leggibili

Questi i cambiamenti più importanti. Per approfondire, segnaliamo che sul sito ilfattoalimentare.it è possibile scaricare gratuitamente un ebook, "L'etichetta", una guida completa e chiara alla nuaova normativa sulle etichette alimentari.

(fonti: laRepubblica.it - spesaduepuntozero.it)

zucchini_di_sarzanaAbbiamo scelto questa ricetta, perchè è molto semplice e appartiene alla nostra tradizione ligure. Sono pochi ingredienti ma tutti di grande qualità, per comporre una piatto gustoso, anche se fatto "con poco".

Fritti di Zucchini Alberello di Sarzana

Ecco cosa vi serve:

  • 500 g di zucchini Alberello di Sarzana (allungati e dal colore verde chiaro)
  • olio extravergine di oliva DOP della Riviera Ligure
  • farina
  • uova
  • sale

Pulite e tagliate gli zucchini di sarzana a listarelle nel senso della lunghezza.
Spolverateli con un po' di sale in modo che "diano l'acqua" e poi infarinateli bene. Montate a neve i bianchi d'uovo e immergetevi gli zucchini tagliati ed infarinati.
Infine friggeteli in olio bollente.

Buon Appetito!

(fonte: parks.it)

Questa volta proviamo una bella ricetta dolce a base di Chinotto di Savona, un buon semifreddo da consumare in tutte le stagioni.

Ecco gli ingredienti per 4-6 monoporzioni:

200 ml di panna da montare
2 uova
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di zucchero a velo
4 chinotti sciroppati
2 cucchiai di sciroppo di Chinotto
1 pizzico di sale

Frullate i chinotti con lo sciroppo fino ad ottenere una salsa.
Separate i tuorli dagli albumi e tenete da parte gli albumi in frigorifero. I tuorli, invece, vanno montati con lo zucchero finchè non prendono l'aspetto di una spuma e poi mescolati con la salsina di chinotti frullati precedentemente.

Ora, recuperate gli albumi dal frigo e montateli a neve con un pizzico di sale. Unite il tutto al composto precedente e mescolate dal basso verso l'alto.
Montate la panna con lo zucchero a velo e poi amalgamatela al resto, mescolando lentamente e sempre dal basso verso l'alto.

Con il composto ottenuto riempite degli stampini monoporzione, come quelli per il budino, ricopriteli con della carta trasparente e metteteli in frigo.
Il vostro semifreddo sarà pronto dopo tre ore. Ma ne varrà la pena!

Potete guarnire il semifreddo con spicchi di chinotto sciroppato.

chinotto di savonaDa settembre fino a novembre il frutto del Chinotto viene raccolto e staccato dall'albero ancora piccolo e verde.

L'origine di questo agrume dal sapore amarognolo e oggi coltivato quasi esclusivamente nel Ponente ligure, fra Varazze e Finale Ligure, risiede probabilmente nella genetica. Sembra infatti che una mutazione dell'arancio amaro abbia portato alla nascita di questo prezioso e particolare frutto.

Tuttavia, il nome comune con il quale è conosciuto e che significa "frutto cinese", racconta un'altra storia.
Alcune ipotesi ritengono che il Chinotto sia in realtà un frutto originario della Cina e che sia stato un navigatore savonese a trapiantarlo in Liguria nel 1500.
Sulla costa ligure il frutto avrebbe trovato un ambiente di crescita ideale e col tempo avrebbe addirittura migliorato le sue proprietà organolettiche.

Il Chinotto di Savona effettivamente possiede caratteristiche singolari che lo rendono particolarmente adatto alla lavorazione e alla produzione di confetture, canditi e sciroppi; i frutti del chinotto, infatti, non possono essere consumati freschi, ma solo trasformati; il chinotto di Savona ha dimensioni ridotte, la buccia più spessa e profumata e una maturazione precoce rispetto ad altre varietà.
Possiede inoltre spiccate proprietà digestive e dissetanti (vi consigliamo di assaggiare la bevanda a base di veri chinotti del savonese)

Oggi il Chinotto di Savona è un presidio Slow Food, istituito con l'obiettivo di recuperarne la coltivazione e la produzione, entrata in crisi negli anni '20, attraverso la tutela dei laboriosi processi artigianali di lavorazione e delle piante coltivate nel savonese.

fonte: presidislowfood.it

zonepescafaoIl tonno in scatola è forse il modo più pratico e veloce di consumare pesce, che, ricordiamo, i nutrizionisti raccomandano di mangiare almeno due volte a settimana.
Le classiche lattine, oltre ad essere comodi contenitori, riportano preziose informazioni sul loro contenuto; sapere come leggere l'etichetta farà di noi dei consumatori più consapevoli e attenti a cosa mettiamo nel carrello (anche se virtuale) e sulla nostra tavola.

In primo luogo, sulle scatole di tonno dobbiamo aspettarci di trovare, di solito stampata sul fondo o sul coperchio della lattina, la data di scadenza e un codice alfa-numerico che identifica in modo univoco la barca del pescatore.

I dati più significativi, però, e più utili sono quelli che indicano la specie di tonno e la zona di pesca.

Ecco le specie di tonno che potete trovare indicate in etichetta:

  • Thunnus Thynnus o tonno rosso: vive nel Mediterraneo, ma è richiestissimo in Giappone poiché è alla base dei piatti di pesce crudo come il sushi;
  • Thunnus Albacares o Yellowfin Tuna: è il famoso tonno "pinne gialle" è il tipo di tonni più usato per la conservazione in scatola;
  • Euthynnus Pelamis o Skip-Jack: specie di tonno più piccola, dalla carne meno rosea

Le indicazioni sulla zona di pesca, introdotte dalla FAO, sono le più difficili da trovare e soprattutto da "leggere", ma sono le più importanti, perché ci permettono di capire dove è stato pescato il pesce.

Il tonno infatti è uno dei pesci che tende ad accumulare più mercurio e diossina, se questi elementi sono presenti nell'ambiente dove vive. Allora, ad esempio, è preferibile consumare tonno pescato nell'oceano, dove la concentrazione di questi elementi è minore, invece che nei mari con scarso ricircolo.

Ci sembra utile riportare una guida alle diverse zone FAO, che trovate anche indicate sulla mappa:

Atalntico Nord-Occidentale: FAO 21;
Atlantico Nord-Orientale: FAO 27;
Mar Baltico: FAO 27.IIId;
Atlantico Centro-Occidentale: FAO 31;
Atlantico Centro-Orientale: FAO 34;
Atlantico Sud-Occidentale: FAO 41;
Atlantico Sud-Orientale: FAO 47;
Mar Mediterraneo: FAO 37.1, 37.2 e 37.3;
Mar Nero: FAO 37.4;
Oceano Indiano: FAO 51 e 57;
Oceano Pacifico: FAO 61, 67, 71, 77, 81 e 87;
Antartico: Zone FAO 48, 58 e 88;
Mare Artico:  FAO 18.

fonte: spesaduepuntozero.it - ilfattoalimentare.it
youDa oggi e fino al 15 ottobre il primo del giorno che clicca "Mi piace" sulla pagina facebook ufficiale di Spesa Semplice, avrà diritto ad una consegna gratutita su un ordine di qualsiasi importo che farà sul sito di Spesa Semplice.

Orta tocca a voi! Siete pronti? Si comincia!
acciugheLa filosofia di SpesaSemplice è "semplice" anche in cucina.

Le ricette che scegliamo per voi hanno tutte pochi ingredienti ma di qualità, per cucinare piatti facili, veloci e nutrienti. E magari tipici della cucina ligure.

Rimaniamo in tema "Omega-3" e olio DOP della Riviera Ligure e cuciniamo "Acciughe fresche all'olio d'oliva e finocchio".







Avete bisogno di:

12 acciughe fresche

Olio d'oliva (l'ideale è usare l'extravergine Riviera Ligure D.O.P.)

Uno spicchio d'aglio

Semi di finocchio

Sale


Per prima cosa pulite bene le acciughe, togliete le lische e lavatele. Mettetele poi a scolare bene.
In un tegame mettete a soffriggere quattro o cinque cucchiai d'olio, lo spicchio d'aglio e le acciughe.
Cospargete le acciughe con il finocchio che avrete precedentemente pestato e un po' di sale.
Ora, non vi resta che lasciarle cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti, ricordando di voltare le acciughe a metà cottura.

Servite il piatto caldo, se volete insieme ad alcune fette di pane tostato in forno.

Buon Appetito!

(abbiamo scelto questa ricetta con una piccola variazione su ricette-tipiche.com)